Archivio per 7 novembre 2011|pagina archivio quotidiano
Alluvione su Genova, Vincenzi e perdenti. Ma dov’è la coscienza cittadina?
Cronaca (cinica, anti-emotiva e sgradevole) di un weekend terribile per la nostra città. Le responsabilità e gli scenari futuri
Ecco una giornata in linea con il titolo del nostro blog, “Survival Zena”: venerdì 4 novembre 2011. A Genova viene giù che Dio la manda fin dalla notte precedente. Durante la mattinata “ci rimangono” in sei. Pardon in 4 adulti + 2 bambini, visto che fa più notizia. Sotto il fango, negli allagamenti, schiacciati dalle macchine. Scenari apocalittici. A Genova, il giorno dopo, si scoprono tutti ecologisti, geologi, politici. Sembra incredibile il bilancio delle vittime, altrettanto quello dell’indignazione.
Dal nostro personale osservatorio nel centro storico, quasi non ci si credeva: a poche decine di metri da qui, a Brignole, a Marassi, in Via XX Settembre, l’acqua e il fango erano sadici invasori, tiranni di tutto e tutti. Poi il bollettino di guerra, le dirette. Il Comune. Le esondazioni. Le responsabilità. Lo scarica-barile.
Queste le cifre, per farsi un’idea delle proporzioni di un fenomeno naturale fuori dalla norma:
- è scesa più acqua in poche ore, che in un anno intero;
- una metropoli come Roma è rimasta paralizzata da un nubifragio lo scorso 20 ottobre, sopportando 100 millimetri d’acqua, meno di un quinto di quanta ne sia scesa su Genova (550 mm.);
- Il torrente Fereggiano (tristemente balzato alla cronaca) è salito di 3 metri (!) tra le 12 e le 12.17, mentre i volontari della Protezione Civile stavano eseguendo controlli periodici (“ogni quarto d’ora”, assicura Gambelli della Protezione Civile, “e alle 12 la situazione era sotto controllo”).
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Sono dati che possono scagionare il Comune dalle accuse che stanno piovendo (ops, è un termine indelicato: verremo tacciati di cinismo) su Pal. Tursi. Facendo poi un discorso più ampio e realistico: la zona è un ammasso irresponsabile di quintali di cemento. Sono quartieri super-edificati, su cui si è super-speculato da decenni. La nozione comune di impatto ambientale è roba da “fighetti”? Da oggi non più.
Si scatena tra gli abitanti la polemica: “Vincenzi, è colpa tua. Dimettiti”. Scuole aperte = morte di due bambini, il pensiero è di quelli facili, che arrivano a destinazione. Non che stupisca l’accanimento in un momento così drammatico, però fermiamo i ragionamenti di “pancia” e ricominciamo a far funzionare le rotelle. Procediamo con ordine.
L’Ente che si occupa di fornire alle Istituzioni cittadine i dati per procedere sugli allarmi meteorologici è l’Arpal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure), che lavora nell’ ambito della Protezione Civile: quest’anno, tanto per capire, sono arrivate al Comune sei segnalazioni di Allerta 2 idrogeologica. Addirittura nello scorso mese di marzo la giunta Vincenzi era stata accusata di “fare terrorismo” per un’allerta-neve che si era tradotta in tempo buono e nemmeno un fiocco sceso sulle nostre belle strade cittadine. “Vincenzi, cretina, è colpa tua. Ho dovuto tenere mio figlio a casa per niente, belinona.” Dicevano allora gli stessi Sigg. Parodi che ieri si indignavano per l’irresponsabilità comunale.
Ieri su Sestri Ponente (già colpita da terribili allagamenti lo scorso anno) vigeva lo stato di allerta. Come in altre 10 zone della città, che venivano infatti monitorate da squadre di volontari. Ergo, le previsioni meteorologiche non sono sempre attendibili. Oppure più semplicemente, la Giunta non c’azzecca mai… e altrettanto nella comunicazione: “Difendiamo la nostra decisione: con le scuole aperte 40.000 bambini erano a scuola al sicuro, anziché in giro per la città coi genitori” e poi, “Ve l’avevamo detto di evitare di utilizzare il veicolo privato se non strettamente necessario e stare a casa” e, tardivo, il mea culpa da gettare in bocca a stampa e cittadinanza: “Avrò sempre queste vittime sulla coscienza”.
Per corretta informazione riportiamo che giovedì 3 novembre erano state diramate le seguenti indicazioni:
- non occupare i locali al piano strada o sottostanti il piano strada;
- non sostare su passerelle e ponti o nei pressi degli argini dei torrenti;
- predisporre paratie a protezione dei locali al piano strada, chiudere le porte di cantine e seminterrati e salvaguardare i beni mobili collocati in locali allagabili;
- limitare gli spostamenti a quelli strettamente necessari;
- non circolare né sostare con la propria auto. (Fonte Comune di Genova – qui il link)
In conclusione, tutto questo sembra un manuale di come si perdono le elezioni (sempre che la facciano candidare alle primarie)… o forse, politica a parte, è solo una delle tante storie italiane: scandali e processi solo quando ci scappa il/i morto/i. Ignoranza e disinformazione generalizzata. Capri espiatori e incapacità di prevenire danneggiamenti. Infine, stupro quotidiano di natura ed ecologia.
Le ferite come queste (pensiamo anche alle vicine Cinque Terre) dovrebbero costruire memoria e responsabilità, spesso determinano solo stupide ed esagerate cacce alle streghe. O alle Sindaco.
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